La nostra Utopia
L'Utopia che da mesi invade le nostre menti e che adesso vogliamo condividere con te, è un sogno ambizioso e per certi versi temerario si chiama: PARTECIPAZIONE POPOLARE.
Non pensiamo di inventare un altro partito o una nuova associazione di persone che per loro natura sono rigidamente strutturati, ma diffondere un'idea che pensiamo sia in grado di associare una moltitudine di italiani che idealmente risunteranno uniti in un movimento di amicizia sociale, politica e culturale. Il concetto di partito come si evince dalla parola stessa porta per sua natura a frazionare, a costituire all’interno dei gruppi delle parti. Nel corpo degli elettori di uno stato favorirà la formazione di tanti gruppi fra di loro antagonisti, i partiti.
Noi, invece, partiamo da una prospettiva completamente opposta perché il nostro fine non è quello di dividere ma, il nostro obiettivo è quello di associare, mettere insieme, creare relazioni. Vogliamo favorire la formazione di un pensiero tendente a unire le forze pulite e nuove del Paese rimaste fin’ora ai margini delle nostra società. Noi partiamo da una critica radicale di quella che è stata ridotta la Politica in Italia. La politica è diventata dopo l’ultima stagione della cosiddetta prima repubblica sfociata nella corruzione e il ventennio populistico berlusconiano, una cosa sporca da cui tenerci a debita distanza. I nuovi parlamentari che non si professavano professionisti della politica ma del “fare” hanno finito per marcare una separazione e un distacco fra la gente e la politica mai visto fin ora. Da alcuni anni vediamo in televisione nonostante il continuo susseguirsi degli appuntamenti elettorali sempre le stesse facce, al punto che molti li hanno definiti “Casta.”
Questi motivi hanno naturalmente suggerito un nome semplice ma entusiasmante: Partecipazione Popolare perché solamente una rinnovata azione del popolo volta alla partecipazione e alla presenza attiva nei luoghi della città potrà di nuovo appassionare la gente e riavvicinarla alla bellezza della politica. L’azione partecipata richiama immediatamente alla mente nella vita degli uomini e delle donne un agire fatto di relazioni, di sorrisi, di strette di mano, e di convivialità. Di un ritorno a fare politica guardandoci negli occhi e non più mettendo una croce su un simbolo che non rappresenta più nessuno di noi o peggio ancora, “ciattando” su internet da perfetti sconosciuti che il più delle volte con molta leggerezza partecipano al rito dei “vaffa.”
La Partecipazione Popolare è anche un antidoto alla crisi della democrazia. Le democrazie avanzate e gli stati di più antica costituzione del nostro hanno sperimentato istituzioni che tendono ad accentrare il potere decisionale e a limitare la frammentazione provocata dall’eccessivo numero di partiti. In Italia un non corretto funzionamento delle procedure democratiche e forse anche della struttura istituzionale del nostro Paese provocano disfunzioni nel corretto funzionamento delle nostre istituzioni repubblicane.
Le sfide del mondo globalizzato mettono sotto pressione il concetto e le procedure democratiche. E una democrazia che non funziona porta inevitabilmente alla sua corruzione, ossia alla demagogia, al populismo e infine all’antipolitica, ultima propagine della degenerazione democratica. In un mondo e in una società che da un lato tende a inglobare creando macrostrutture sovranazionali che eliminano le differenze e dall’altro lato si sperimentano spinte che tendono al frazionamento e al soggettivismo, risulta di fondamentale importanza la costruzione di salde relazioni interpersonali e di forti comunità locali.
Ecco allora l’importanza del ritorno alla partecipazione come presenza attiva che tende a far convivere, creando continuità nella discontinuità, le realtà e le culture presenti sul territorio della nostra nazione. Unione e associazione saranno le parole chiavi del futuro. Adesso si comprende bene che in questa prospettiva partecipativa e popolare i termini destra, sinistra, centro, centro-destra, centro-sinistra perdono il loro consueto significato. La sempre maggiore partecipazione del popolo nell’attuale situazione storica tenderà a inglobare tutte questi concetti superandoli in una rinnovata attenzione al bene comune, al benessere nazionale, alla giustizia sociale, alla cura del territorio, all’economia sociale di mercato, e all’attenzione ai valori a alle virtù mediati dalla tradizione cristiana che nei secoli ha formato il nostro popolo.
Cari amici, ciò sarà possibile solo se recuperiamo le forze e le spinte più sane e genuine della nostra nazione, se rimettiamo in moto la speranza, se ritorniamo a credere che tutti insieme c’è la possiamo fare a far ripartire la nostra nazione. Per fare questo bisogna ripartire dalla base del nostro tessuto sociale fatto di operai, di impiegati, di liberi professionisti, di pensionati, insomma di tutti noi che viviamo con il salario frutto del nostro ingegno e della nostra opera, per ricostruire dalle fondamenta la nostra Patria. La rigenerazione della nostra società fiaccata da anni, da una Politica corrotta e demagogica fatta da uomini che non avevano come fine l’interesse pubblico, non può non partire da NOI!!
Il movimento di amicizia politica Partecipazione Popolare di persone libere, volenterose e di rette intenzioni nel solco di queste considerazioni vuole iniziare questo cammino di riflessione politica e sociale a partire dalla nostra città di Milano. Se condividi il contenuto del testo e ritieni importante la diffusione di questa Idea, ti invito a entrare in contatto con noi!!
